
il blog http://pierpaolosanna.blogspot.com/ cambia casa.
Libertà di parola e di pensiero in un libero stato.


Ci sono storie che non vorremmo mai sentire perché l’angoscia che celano dentro, dopo averle ascoltate diventa anche nostra, perché sappiamo che solo un fortuito incrocio di circostanze ha fatto sì che non ne fossimo noi i protagonisti.
La storia di Norman Zarcone è una di queste.
27 anni, laureato con 110 e lode, a dicembre di quest’anno Norman avrebbe dovuto sostenere l’ultimo esame di un dottorato in Filosofia del linguaggio presso l’Università di Palermo, uno di quei dottorati senza borsa di studio, che si seguono quando la ricerca è una passione, quando la speranza che prima o poi il merito venga premiato sostituisce lo stipendio; uno di quei dottorati per i quali lo Stato dovrebbe vergognarsi per l’odioso sfruttamento dell’intelligenza, della cultura e dell’impegno dei suoi giovani talenti.
E così succede che il 13 settembre, tre mesi prima di quell’ultimo esame, questo meccanismo cinico s’inceppa, mostrando la sua crudele debolezza. Norman parla con i suoi professori, capisce di non avere un futuro dentro quell’università alla quale un giorno, appena diciottenne, ha deciso di prestare i suoi anni migliori, le sue serate trascorse sui libri, le sue speranze e i suoi sogni, credendo ingenuamente che una volta terminato il suo percorso ne avrebbe avuto in cambio un futuro, certamente non roseo, per nulla facile: ma è il futuro che lui vuole, fatto di duro lavoro e meritate soddisfazioni. Adesso Norman sa che non avrà nulla di tutto questo in cambio, che forse dovrà passare ancora tante estati, come quella appena trascorsa, a fare il bagnino al circolo nautico per venticinque euro al giorno.
Quanti sono i modi umanamente concepibili di accettare l’ingiustizia della violazione di un patto del genere?
Noi conosciamo la scelta di Norman.
Una sigaretta fumata sul davanzale della finestra al settimo piano e poi giù. Un volo che non lascia scampo, una vita che si spezza e mentre il corpo cade inesorabilmente verso il basso, migliaia di pagine di appunti, fotocopie di libri e verbali d’esame si alzano in verso il cielo, urlando la denuncia di quello che è a tutti gli effetti un omicidio di stato. In quel volo ci sono anni di sacrifici, di rinunce, di file in segreteria, di caffè scadenti al distributore.
E in un attimo niente di tutto avrà più un senso.
“La libertà di decidere è anche la libertà di morire” scrive Norman.
Ma chi mai potrebbe affermare che quella di Norman è stata una libera scelta?
I mandanti di questo omicidio hanno nomi e cognomi, percepiscono stipendi con tanti zeri, godono di immunità e privilegi, siedono tra gli scranni di un parlamento e da lì danno del “bamboccione” proprio a coloro che hanno privato dei mezzi necessari per farsi una famiglia e lasciare la casa paterna. Questi “onorevoli” signori hanno un pulsante col quale non dicono solo sì o no a una proposta di legge: con quel pulsante, premuto spesso svogliatamente per sé e anche per i colleghi che magari stanno al bar, vengono decise le nostre vite. E anche le nostre morti.
Perché oggi ricordiamo Norman? Perché non vogliamo sentire mai più di in giovane che si arrende all’incertezza. Perché vogliamo che i colpevoli paghino. Perché salendo sui tetti per dire “No” al cancro sociale di una riforma come quella Gelmini, noi diciamo “No” a chi non ha reso solo il lavoro precario, ma le nostre vite.
Quanta distanza passa tra uno dei tanti tetti oggi occupati e il davanzale di una finestra? Quale che sia, noi, giovani dal futuro precario, viviamo pericolosamente in bilico tra l’uno e l’altra.
(Rita Narzisi).

Ho Dedicato parecchie ore questi giorni e anche stanotte ad analizzare i pro e i contro del DDL Gelmini, vi assicuro non è assolutamente chiaro le zone d’ombra son parecchie e penso siano anche volute perché li la politica può muovere le sue sporche mani.
Iniziamo proprio con l’esordio della relazione del ministro Gelmini in parlamento :
--l’autonomia universitaria è «un’autonomia che [...] lo Stato può accordare in termini più o meno larghi, sulla base di un suo apprezzamento discrezionale», sempreché quest’ultimo «non sia irrazionale»??
Ecco, quali sono i termini di apprezzamento dello stato?? Autonomia più o meno larga ?? cioè???se allo stato qualcosa non va ti commissaria l’università??
Non è molto chiara questa cosa.
--I tagli.
1) Il modo di ragionare del ministro ha poco senso, mi spiego e come se io dico abbiamo sempre sbagliato gli investimenti diretti a risolvere la fame in Africa, ora gli blocco i finanziamenti e penso a come poter aiutare meglio l’Africa. Otterrei che nel mentre che io riorganizzo i finanziamenti la gente muore di fame. Ecco l’Università senza soldi come sopravvive? Semplice solo con due mezzi ti puoi salvare :
1)aumento le tasse.
2) cerco finanziamenti dai privati.
E come sopravvivono gli studenti che perdono il 90% delle borse di studio?e se poi aumentano le tasse?
Semplice all’università ci va solo chi ha i soldi. Dunque dimenticatevi che anche l’operaio possa avere anche il figlio dottore.
--I poteri decisionali.
Si sposteranno i poteri del senato accademico al cda.
Il cda sarà costituito da : “personalità italiane o straniere in possesso di comprovata competenza in campo gestionale ovvero di un'esperienza professionale di alto livello”.
E qui non so voi ma a me viene da pensare , che lo stato voglia propugnarci gli spettacolari manager,che Bondi ha posizionato alla governance dei nostri monumenti per intenderci un modello Pompei.
Vorremo sperare che l’università non faccia la fine della domus dei gladiatori o di quella del moralista crollata mentre SI SPENDEVANO 102.000 EURO PER ELMINARE I CANI RANDAGGI, penso che l’Italia spenda meno per eliminare i terroristi, i cani d’oggi devono essere terribili J.
--Distribuzione fondi.
Una tra le più interessanti , la distribuzione dei fondi statali verso le università avranno un unico criterio “il bilancio” ossia se i conti son in ordine, ma io università a livello didattico e di ricerca produco poco fa nulla l’importante sono i conti finanziari in ordine.
E qui torniamo al gatto che si morde la coda, come li tieni i conti in ordine:
1)aumento le tasse.
2) prendo soldi da privati….chiaramente per perseguire interessi loro, e qui muore l’indipendenza delle università.
--La possibilità di passare da università pubbliche a private .
O per meglio dire passa re a fondazione private. Loro dicono non è un obbligo ma un opzione, a me sembra un obbligazione visto che gli togli i finanziamenti, loro per sopravvivere son costrette a cedere al privato, come se vai da un uomo disidratato e gli chiedi se vuole dell’acqua.
-- La nuova figura precaria.
Questa è l’ultima invenzione made in MaryStar Gelmini, il RICERCATORE A TEMPO DETERMINATO. AHHAHHH
Ossia il ricercatore che aspetta eternamente di essere strutturato all’interno dell’ateneo può scordarselo.
E qui aridaie!!!! chi si può permettere di aspettare tanti anni in precariato?? Chi ha i soldi non di sicuro il figlio dell’operaio della Saras o del fruttivendolo sotto casa.
-- I BARONATI??
E’ l’unica cosa per cui il popolo studentesco non scende in piazza!! Ma al governo serviva questo gesto per giustificarsi e dire alla gente non vogliono eliminare i figli di papà e gli accozzati,
è l’unica parte che noi non contestiamo….ma a voi serve come arma a doppio taglio.
Purtroppo parte dell’Italia ignorante non capisce queste furberie ma noi combattiamo anche per loro!!!

Un intellettuale extraparlamentare si definiva lui, per noi Italiani è stato molto di più, lui trasformava in arte le sfortune degli Italiani.
Del suicidio del padre disse: “Se n’è andato perché non aveva più niente da fare qua” , penso che la stessa cosa debba avere spinto il grande Monicelli allo stesso gesto.
L’ultima frase che non lo farà dimenticare: ”Gli Italiani hanno sempre sperato che ci fosse sempre qualcuno che si occupasse dei loro affari, l’uomo forte che poi l’hanno avuto e gli ha portati alla rovina, ne volevano un altro, ma questo non è in grado di fare neanche questo”.
Noi non l’abbiamo ascoltato, e ha capito che il suo è un paese inguaribile che neppure lui poteva salvare con le sue parole.
Addio compagno Monicelli.

Viene da pensare che il nostro premier era tanto bravo a mettere in ginocchio le donne (o ragazzine) ai suoi piedi, proporzionatamente quanto lui era bravo a prostrarsi ai piedi di Vladimir Putin.
Diciamo che se ste cose son vere, e sembrano vere Putin faceva bunga bunga su Berlusconi ehhehehe.
Ringraziamo Wikileaks anche se sospettavamo da tempo che Silvio fosse il compagno di merende di Vladimir.
Anche se speriamo si sappia di più tra questi regali o accordi particolari tra i due premier.
Poi vabbeh penso che non si scopra nulla di nuovo riguardo ai giudizi della signora Elisabeth Dibble(incaricata degli affari americani a Roma), che giudica Silvio fisicamente e politicamente debole.
Anche se sul fisicamente non ci giurerei visto le allegre frequentazioni del premier alla sua veneranda età ahahahh.
E’ sicuramente più interessante la parte di Frattini sulla Turchia, paese che l’Italia ha fortemente voluto in Europa, ma che onestamente a nessuno ha mai ispirato fiducia, e che sicuramente non ha mai mostrato comportamenti molto più democratici di quelli dei governi di Iraq e Iran in medio oriente.
Inoltre vorremo ci dicessero di più di questo stato completamente corrotto “Afghanistan” che in Italia ci dipingono come uno stato rigenerato,ma che in verità mostra le stesse ombre del passato, e il presidente Karzai non sembra il massimo di presidente come qui in Italia ci hanno dipinto.
Finalmente son saltati fuori i piani occidentali in Iran che più che legati ad un pericolo vero e proprio sembra la chiara volontà di una colonizzazione affarista occidentale in medio oriente, insomma la solita solfa di Iraq e Afghanistan.
Comunque stiamo a vedere cosa finisce di saltarne fuori.

Il 9 maggio del 1978 viene ritrovato a Roma il cadavere di Aldo Moro.
Il 9 maggio del 1978 viene ritrovato a Cinisi il cadavere di Peppino Impastato.
Uno è stato ritrovato nel bagaglio di un’auto, l’altro con il corpo dilaniato da una carica di tritolo lungo i binari della ferrovia.
Moro è stato assassinato dalla violenza barbara delle BR.
Di Impastato si disse che si era suicidato, poi che era stato vittima di un suo stesso attentato, solo molto tempo dopo si scoprì che era stata la mafia a condannare a morte un ragazzo che il sangue rendeva uno di loro ma che il coraggio, l’intelligenza e l’onestà avevano portato agli antipodi del sistema mafioso.
Moro fu ucciso in quanto simbolo. Impastato fu ucciso per il suo coraggio, per l’ostinazione con la quale dai microfoni della sua radio denunciava i soprusi della mafia.
Ma allora cosa rende Moro degno di essere ricordato ogni 9 maggio di questi 32 anni? E cosa esclude Peppino dal diritto alla memoria? Esiste una violenza che merita più di un’altra di essere stigmatizzata?
La rete di intrecci, amicizie e collusioni tra la mafia e lo Stato permette che, anche se solo per un giorno, si ricordi la barbarie di un’organizzazione che ormai non esiste più e si getti il velo dell’oblio su un’organizzazione ben più potente, organizzata e ramificata?
Ma esiste una spietata distanza ideologica tra questi due morti, una distanza forzata e pilotata dai mezzi di disinformazione, che ha fatto di Moro un eroe tragico, una vittima della violenza cieca e sorda delle BR e di Impastato un morto di serie B, dimenticato da quell’Italia che piange per il presidente della DC tutte le sue lacrime e non riesce a commuoversi per questo ragazzo di appena 30 anni, che amava la musica e credeva in un mondo migliore. A 32 anni dalla sua morte, i Tg nazionali ricordano, come è giusto che sia, il presidente Moro. Su Impastato solo il silenzio. Eppure nel giorno del 32° anniversario della sua morte, Cinisi rende un omaggio storico alla memoria di Peppino, simbolicamente gli rende giustizia. E vendetta. Il 9 maggio del
(Rita Narzisi)
Trovo al limite del peccaminoso quello che quest'anno è accaduto e quello che la nostra amica Rita ha qui denunciato, io come lei rimasi stupito, che un evento cosi importante nella storia dell'antimafia,venga cosi ignorato.
Vorrei capire per cosa è morto Peppino allora? lo chiedo io lo chiede Rita, lo chiede la Sicilia insieme a tutta l'italia onesta.
Garibaldi non è stato l'unico eroe d'Italia lui la unita, altri hanno combattuto e dato la vita per permettere che quel sogno Repubblicano di un Italia unita e onesta rimanga intatto.Peppino Impastato era uno di questi.
E ora che la nostra nazione si prepara a compiere 150 anni mi auguro che il 9 maggio 2011 Peppino Impastato venga ricordato come eroe al pari dei mille, al pari dei partigiani, al pari di Falcone e di tanti altri......
(Pierpaolo Sanna).

Per una volta non farò il solito articolo satira-reportage che io amo tanto(anche se almeno la foto con doppio senso concedetemela ),voglio dare una visione di questo teatrino moderno che si sta scatenando nell’Italia post bipolarismo.
L’ABILE PADRONE (SILVIO BERLUSCONI) vorrei dare la non semplice interpretazione che quest’omino alto circa 1,60 ma che ha saputo per 16 anni tenere le redini della politica italiana, anzi l’opposizione Italiana ha sempre trattato con troppa semplicità quest’uomo.
E’ innegabile che per quanto la sua vita sia piena di zone oscure quest’uomo abbia saputo tessere le sue trame con un abilità estrema, consigliato da ottimi manager.
Di lui ho sempre pensato che sia un pessimo conoscitore della storia moderna, ma l’azione dei media che ha scatenato non è stata una novità, il suo modo di guidare i media mi ha ricordato il migliore Mussolini che con il suo potere di guidare le menti altrui ha regnato per un ventennio in Italia, la differenza tra i due sta nello stile Mussolini non voleva un popolo ignorante ma ben colto nella sua dottrina (Giovanni Gentile era il suo mezzo), Berlusconi ha creato un popolo più ignorante e più facilmente governabile il suo mezzo son stati i Talk show più che i filosofi e l’abbattimento della cultura generale.
E’ stato un abile cultore della sua figura, ha fatto credere a gran parte dell’Italia che lui rappresentava l’Italiano medio tutto donne, soldi e maccheroni , Apicella il Milan son solo esempi della sua narcisista figura.
Sicuramente un personaggio che ha portato la politica Italiana negli anni più oscuri dell’era post guerra mondiale, e che non verrà ricordato ai posteri per essere un personaggio positivo, ma è altrettanto innegabile la sua abilità nel mantenere in scacco l’Italia Irredentista della Lega, l’Italia neo fascista del post Msi, e l’Italia cattolica post D.C.
IL PENTITO (Gianfranco Fini) spero non venga vista subito come una definizione irriverente del Presidente della camera, anzi tutt’altro.
Molti pensano ad un cambio di Fini come una mossa meramente politica. Che Fini sia un abile politico nessuno lo toglie lo sta dimostrando come politicamente sta stringendo pian piano la corda attorno al collo del Premier. Il mio pensiero però è che Fini abbia colto gli errori del nazionalismo Italiano sia fascista che post, sbaglia chi vede in lui un uomo che vola verso ideali di sinistra lui non lo è e non lo sarà mai uomo di sinistra, lui è un nazionalista e tale rimane, io lo definirei un negazionista alla Berlinguer che ebbe la capacità e gli attributi di riconoscere e sconfessare il totalitarismo sovietico, cosi fa Fini ora nei confronti del passato fascista .
L’ideale di patria ,di bandiera che guida un nazionalista non deve essere confuso con ideali razzisti xenofobi e squadristi,(lo squadrismo nel 2010 sarebbe antistorico come la rivolta operaia per essere chiari), che poco hanno a che vedere con un nazionalismo socialista.
Fini ha sbagliato tanto come dice giustamente la vedova Almirante ha abbandonato una casa per sottomettersi al padrone, ma ci son momenti in cui un uomo può ritrovare la propria dignità politica.
Penso che un giorno non avrà problemi ad ammettere i suoi errori è conscio lui stesso di aver appoggiato un governo nefasto.
L’ANIMALE ANTICO (Umberto Bossi), una simpatica definizione di un uomo arroccato in vecchie credenze pagane al limite del blasfemo, tanto da sentirsi imperatore pronto a lasciare il potere al suo trota-figlio. Vero cultore non della razza ariana ma della razza celtica (oddio ha usato pure quella Normanna qualcuno di loro, senza sapere che gli unici ad origini normanne forse son in Sicilia e dintorni), ma è cosa ben nota che esiste la cultura di destra e di sinistra di sicuro non esiste la cultura leghista.
Umberto Bossi è stato un abile populista di destra ha saputo cavalcare i malcontenti popolari, e li ha saputi giustificare come nella storia si è fatto per anni, ossia la colpa se le cose vanno male? E’ sempre delle minoranze(che siano meridionali gay o rom poco cambia l’importante e fare della facile politica) .D’altronde l’hanno sempre fatto tutti sulle spalle di ebrei, cristiani, gay , ecc ecc…
E’ lo stesso principio che ha usato Bush contro i Mussulmani ma nella storia si è ripetuta più e più volte questa tattica.
Si è giovato dell’assenza di una vera sinistra e di una vera destra .
Il Federalismo?? Un sogno non realizzabile ma che in fondo neppure lui vuole, lo fa solo credere agli altri.
L’ECTOPLASMA ( PIERFERDINANDO CASINI).
Ha provato all’inizio della seconda repubblica a ritagliarsi uno spazio nella politica italiana scommettendo inizialmente sul cavallo vincente ( Silvio Berlusconi).Gli riconosciamo gran merito perché le origini democristiane son uscite distrutte da mani pulite e non era facile non scomparire del tutto.
Poi una volta capito che non aveva più bisogno del cavallo vincente per ottenere voti è saltato giù dal carro e si è messo in proprio e cosi ha evitato l’inglobamento nel popolo delle libertà che l’avrebbe visto solo come una figura da retrovie ma non di punta.
Ma la sua politica di scarso peso specifico gli permetterà di sopravvivere ma difficilmente di essere di nuovo una figura di primo piano , ma forse a lui è quello che interessa, viaggiare sulle due linee senza mai farsi troppo male e prendendosi le coccole sia a destra che a manca.
IL CARTARO (RAFFAELE LOMBARDO)
Padrone di un partito che al sud e soprattutto nella sua Sicilia è capace di veicolare fette importantissime di elettorato, e di spostare equilibri importanti, un vecchio democristiano all’antica con una capacità di fare sempre le scelte convenienti e di vendere le proprie pentole come pochi.
La prova l’ha data quando è stato capace di creare 4 governi diversi nella sua attuale legislatura. L’attuale a capo della regione Sicilia, è stato capace di allearsi con tutti i partiti in maniera alternata dal Pdl al Pd con tutto quello che ci gira attorno.
Non dubito che la sua scelta di passare in alleanza col nuovo terzo polo sia ancora una volta azzeccata, sempre che riesca a divincolarsi dalle accuse di concorso esterno in associazione mafiosa.
Le zone d’ombra intorno alla figura di Lombardo possono essere una carta pesante da giocare a favore di chi vuole fermare l’avanzata del siciliano al sud. Vediamo se l’abilità da abile giocatore di carte gli permetterà di non fare la fine di Cuffaro e Mastella.
L’ESERCITO DEI FANTASMI( GIORGIO
Un esercito di vecchi politicanti che non sanno esattamente dove sbattere pur di non scomparire, come buoni fantasmi non li vedi più ma ogni tanto senti la loro vocina, che a loro sembra ancora una voce tonante di potere, ma non si accorgono che la sentono solo loro visto che se prendono un 0,5 % alle elezioni è già un successo.
IL COMUNISTA INCOMPRESO (PIERLUIGI BERSANI).
Bersani un uomo incompreso , penso dopo Prodi sia il migliore politico che il gruppo forte della sinistra abbia visto, un comunista moderno, il suo decreto Bersani è stato uno dei migliori decreti che l’Italia ricordi negli ultimi anni.
Paga purtroppo le politiche nefaste di Rutelli, Franceschini , Veltroni, alla guida del Pd.
Anche lui fa poco per vendere la propria immagine, un peccato perché le sue qualità politiche son senza dubbio elevatissime.
Purtroppo si trova a gestire una barca in piena mareggiata e con il nuovo che avanza(Matteo Renzi) e i vecchi che non vogliono scomparire (D’Alema).
IL SOGNATORE (NICHI VENDOLA).
Nichi Vendola è un personaggio particolare mischia il nuovo al vecchio in maniera veramente ingegnosa, la fantasia che fa parte del suo carattere estroverso la portato alla creazione di nuove alchimie.
Un comunista vero che lavora abilmente nel gestire e creare i suoi circoli(all’antica), ma con una mentalità molto moderna ha reso vivo un partito che alla nascita sembrava destinato ad una morte precoce, i complimenti son il minimo.
Per ora è stato bravo a non sfociare nel Populismo, però deve sempre stare attento a gestire la sua immagine,perché troppa gente vorrebbe una sua trasformazione in un populista, sicuramente l’idea dei circoli è una carta valida da sviluppare, poi chissà se emergeranno i nuovi Renzi nel Pd potrebbe una linea comune potrebbe portare lontano una sinistra moderna con un occhio al futuro e uno passato.
Un suggerimento epurare il partito soprattutto a livello locale dal vecchio che si è riversato nella sua unità politica solo per cavalcare la sua onda di successo. E qui in Sardegna ne abbiamo ahimè un esempio di una persona che poco a da che condividere con il suo partito.
IL POPULISTA (ANTONIO DI PIETRO) .
E’ stato indubbiamente un buon ministro del governo prodi, un vero fautore della politica del fare.
Però la sua linea politica fatta di frasi di successo e di scalpore per forza è una linea troppo populista , che può a lungo andare scocciare.
Potrebbe sicuramente essere un ministro della giustizia ottimo, ma abbandoni la linea di Grillo.
Gli estremismi ti permettono voti ma di sicuro arrivato a un punto non cresci più, ma a lui probabilmente interessa quella fascia di elettori anche perché non è un vero politico e difficilmente potrebbe emergere .
GLI SPAESATI DELLA DECADUTA NOBILTA’ DI SINISTRA (PAOLO FERRERO “PRC” , OLIVIERO D’ILIBERTO “PDCI”,MARCO PANNELLA “RADICALI”).
Un discorso diverso va fatto per questi personaggi, il loro declino li accomuna .
Paolo Ferrero paga la sua lotta con Nichi Vendola decisamente più forte di lui, il Prc prova a ripartire staremmo a vedere di sicuro c’è che di quella linea Bertinottiana che tanti successi ha portato ne è rimasta solo la cenere, e le linee estremiste e quelle bigotte rischiano di prendere il soppravvento.
Oliviero Diliberto , un amato politico di sinistra che paga gli ultimi anni di terremoti della sinistra, un pezzo importante che la sinistra dovrebbe evitare di perdere.
Marco Pannella i suoi ideali rivoluzionari in questo mondo sempre più abulico stanno pagando dazio.
Le sue lotte prevedevano un” lottiamo tutti assieme” , ora il popolo troppo remissivo vuole uno che gli dica “lotto io per voi, tranquille state comodi” e purtroppo si rischia di perdere uno delle più importanti entità politiche italiane, che tanto hanno fatto per modernizzare l’Italia bigotta. C’è da dire che i balletti tra destra e sinistra per ottenere una poltrona di Emma Bonino hanno nuociuto al partito, ora Pannella sta provando a ristabilire l’ordine del partito e l’epurazione di Capezzone ci è decisamente piaciuta.